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- Durante i giorni in cui non vi ho visto, - disse - ho letto molto, e soprattutto un romanzo cinese che mi occupa tuttore e che mi sembra eccellente. - Un romanzo cinese? - feci io, - deve essere ben strano. - Non quanto si sarebbe tentati di crederlo, rispose Goethe. - Questi uomini pensano e sentono a un dipresso come noi, e ci si accorge ben presto che siamo molto simili a loro...
- ... Ma, - dissi io, - forse questo romanzo cinese è uno dei più eccezionali? - Niente affatto, - disse Goethe, - i Cinesi ne hanno migliaia dello stesso genere, e ne avevano perfino quanto i nostri antenati vivevano ancora nei boschi.

Conversazioni di goethe con Eckermann, mercoledì 31 gennaio 1827