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...Dunque: il guardare-attraverso - che dipende dalla fondamentale costituzione interrogativa del pensiero e che ha nell’estetica una manifestazione non sempre del tutto esplicita, ma forse ancora più esemplare - non è un esclusivo guardare-attraverso nostro, destinato a fare giustizia degli infiniti fraintendimenti dell’estetica storica, ma è lo stesso guardare-attraverso che caratterizza il pensiero in generale...
Emilio Garroni, Estetica. Uno sguardo-attraverso (1992)
...io in vita mia non ho mai letto un solo libro da cima a fondo, il mio modo di leggere è quello di uno sfogliatore di grande talento, cioè di un uomo che preferisce sfogliare piuttosto che leggere, e che perciò sfoglia dozzine, qualche volta centinaia di pagine, prima di leggerne una; ma quando quest'uomo legge una pagina, la legge con una profondità ineguagliabile e con la più intensa passione per la lettura che si possa immaginare. Lei deve sapere che io, più che un lettore, sono uno sfogliatore, che amo lo sfogliare non meno del leggere, che nella mia vita ho sfogliato milioni di pagine in più di quante ne abbia lette, ma che sfogliando ho sempre provato una gioia e un piacere intellettuale pari, se non superiori, a quelli che ho provato leggendo. E' senz'altro meglio, di un libro di quattrocento pagine, leggere solamente tre pagine, ma leggerle in profondità, mille volte più in profondità di come le legge il lettore normale, che legge tutto, ma neanche una pagina, diceva, la legge in profondità...
...Siccome si parlava che tutti sono artisti e alcuni non lo sono per delle circostanze, il problema secondo me è di mostrare che l’arte è un fatto simbolico, che, in una società in cui tutti vengono inquadrati, da sempre, per le necessità della vita, vengono inquadrati in delle produttività, in delle cose socialmente utili, l’artista fa un prodotto che è simbolico di un’altra condizione dell'uomo...
Gilles Deleuze, Abecedario, alla voce "«C» comme culture”
UGO CARREGA
10 PROPOSIZIONI PER LA POESIA MATERICA
Intervento alla Biennale di Poesia di Knokke le Zoute, 1968.
1 tutto è linguaggio
2 non vedo quindi perché la poesia debba continuare a servirsi soltanto di parole
3 i miei sensi rifiutano una teoria che non è operativa.
4 scrivo quel che penso nel momento in cui lo scrivo e lo penso
5 abbiamo bisogno di un'arte come scienza dell'arte
6 quel che scrivo deve presentare come lo scrivo
7 un sasso è una parola
8 un segno su di una pagina è un sasso grafico
9 non posso scrivere nulla su quello che faccio in quanto lo faccio
10 il linguaggio è tutto
da Marisa Dalai Emiliani, Ricerche visuali dopo il 1945. Documenti e testimonianze, Milano, Unicopli, 1978
nomi di vampiri, pirata, hobbit, elfica, fata, postnichilista vie da davanti dietro twam eva sarvam uno stato di felicità in tutto lo spazio non può avere fine o fini supereroe, smurf, porno, elf, goth, prigione, jedi, gotico, ghetto, nana, spogliarellista, drago, rap, mafia, cinese, anime, elfica, dei nani, degli orchi, viking, nome giapponese, nome di fantasia, anime, dnd, world of warcraft, guild wars, magnaccia, rinkworks, gnome, dungeons and dragons, clan, guidata, cyborg, gilda, eroe, recupero del testo discontinuo in frattaliche pseudo temporalità istantiformi dentro le biblioteche febbricitanti del corpo, più carattere nome generatori. allora, recitiamo insieme ma tu sostituisci maria col punto g: tornata a destinazione glorificata per sempre in scatole taoiste a ceva e dintorni messaggerie morgane epistolografia come teletrasmessa da protonarrazioni cassandra le scafandra letture di joyce a k nell'attesa che passi la bufera imboscati lì sono qua dove c'è scritto sono qua feuilleton altrastoria a zero pagina uno depresso ma tranquillo was heisst denken
Ditlinde Persefone Mendez : da "In case of loss"


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