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riccardo cavallo ex inscriptiones

 






riccardo cavallo ex inscriptiones-tumblr


 






riccardo cavallo ex inscriptiones-tumblr

 


energie spese fuggendo soprattutto gli occhi. una specie di voto stampato incollato sulla colonnina vicino al santo. via a onde a incensi. accostato il letto 2) il giglio da distratta

il caso mente





 recognitiones da rkwz : festival del primo romanzo : veloce esaudimento della stanza romantica












2026-04-04_09-16-26

Adriano Spatola : Zeroglifico

Antonio Monregalese, Cristo di Pietà (partic.)









 








 

Bruce Nauman : Making Faces, 1968








...in illo tempore figure o personificazioni da scaltrito bestiario tra regali avvelenati e animali serpenteschi, tra impavidi sotterfugi, un mondo alla rovescia o un fiacco trompe-l’oeil, un universo di racconti in falsa prospettiva o in cerca di inquietante innocenza, paseabase el rey moro, la pietra filosofale e l’albero dei desideri si schiantarono i desideri delle creature rivelando il simulacro dei vittoriosi, come un incantatore di serpenti che spira dopo aver consacrato un pilastro o recide questo insopportabile fluire con la spada ben temprata del distacco, il presunto sovrano trascina la badessa nel sotterraneo labirintico della sola interrogazione possibile, la stranezza dell’esistenza in improbabile equilibrio al di sopra di un tutto sicuramente maggiore della parte ma sempre più simile al niente, forse un’idra riciclata da una confraternita di gnostici che esaltavano la provvidenziale rapidità dell’addomesticamento e la brutalità dello spirito mercatale, o una creatura in fuga da un trittico di bosch, il soggiorno quaggiù un fatto illusorio, una spossante accumulazione di immagini che derivano forse da viaggi errati sprovvisti di tranquille sicurezze o ancoraggi stabili e sicuri quali certi regni e i loro riferimenti più noti o altre pessime metafore, un problema di governance o un’assimilazione sbagliata dell’aufklärung, lune che irradiano in cima a singolari alberi dalle radici aeree o vigorosi rami di cactus, neanche il tempo di posare le zampe a terra, meno fustigante perdere la testa e non retrocedere di fronte a morte e guerra dissetandosi da fiori e ruscelli. invisibile pesante intervento da un tempo dimenticato...





Ditlinde Persefone Mendez : da "In case of loss"



l'universalità del cuneo. forma piramidale. come uno strumento fatto per distruggere il tempo. sapete cosa? una pagina di operette morali. a voi morti. dannatamente più vivi di chi c'è adesso, distruzione dei luoghi. esercizio di meditazione per alta nichilitate. nichilistissimo dunque. Stroppo. Qui il tempo è bellissimo. Che frase impossibile. Non c'è nessun tempo. Qui è bellissimo. Non c'è nessun luogo. Caraglio. Là, una stradina che pare fatata. forse. forse ancora. Dronero. Tutto è pieno di dei. l’aria di mistero: nella purissima roccia un moto invisibile d’ali di farfalla. lì la via è segnata. Questo libro nasce di sabato. sotto gli influssi di saturno. Otto piani sottoterra. una chiara metafora infera. Allora? Salire oltre le stratosfere. chiara è la tenebra. Nessun luogo è vicino. Cuneo. piazza Boves. Questo libro nasce di sabato. per celebrare l'eterna domenica della vita. che è l'arte. dedicato ai troppi morti della cui vita vive. Cuneo. area cimitero. Nacque così. da una metodica consultazione dell’elenco telefonico: il paese più piccolo era Roascio. sopra Ceva. lontano da tutto. Sant'Anna di Bernezzo. frazione Bodina. Apparvero gli dei. quelli che se ne erano già andati. Un tripudio di colori autunnali. Uno di essi. sul lato in ombra della collina. con le falde del grembiale ricolme di castagne. Robilante. Se tutto è polvere e soffio che ritorna polvere. a fare che e perché tutto questo dolore e questo affanno nel soffio insistono. e questa morte rubata. che non è la morte di nessuna vita? questo non è un libro. né un testo. semmai un prototipo scritturale destinato a protrarsi per un tempo spaventoso: già. ma per chi?


riccardo cavallo

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il potere di brevi parole magiche di dare 
vita ad immani fisiche, meraviglia come 
proprio le formule codificate nelle fiabe, una 
volta disciolte, dare accesso a tesori 
illimitati, decollage th.py.

Riccardo Cavallo




















Gastone Novelli : Guerra alla guerra

Dipingere è anche esprimere per segni ciò che non si può, o non si sa, esprimere con le azioni.
Questa può essere una ragione per continuare, anche se i magazzini del mondo sono già pieni di cose da guardare.
Di fronte ai fatti nuovi dell’arte le persone si bendano gli occhi, temendo che il loro mondo, fatto di confortevoli e edificanti idee sulla bellezza, possa andare in pezzi.
Questa è un'altra ragione per continuare, perché così si raggiunge un primo risultato, una prima funzione, se vogliamo, dell'arte come ricerca «rivoluzionaria».
E ancora: più universi linguistici, o segnici, verranno sperimentati e portati alla comunicazione, più largo sarà il campo delle possibili conoscenze offerto ai fruitori.
E soprattutto, la socialità di un'opera non si deduce dal suo indice di popolarità ma nasce dalla, direi, socialità dell'autore la cui stessa esistenza finisce con l'essere impegnata dalla pratica continua con il proprio linguaggio.

agosto 1968


 


Ernesto De Martino : Passo del Croce

«Passo del Croce».

La catastrofe della presenza nel momento critico dell’evento luttuoso. Lo stupor. La colpa radicale. La eccitazione maniaca. La riattivazione di meccanismi inferiori di riappropriazione dell’oggetto. Il furore. Il rischio di identificazione immediata e l’appropriazione per ingestione. Eros. Il ritorno irrelativo del morto.
Margherita.
Tecniche improprie di difesa perché ciò che è proprio dell’uomo è l’oltrepassare secondo valori:
- Delirio di persecuzione.
- Delirio di grandezza.
- Stupor.
- La riattivazione, ecc.

 









Leonardo Bistolfi :

- La bellezza della morte (part.)

- Purificazione (part.)

- Le spose della morte





crani-lorenzoducad'urbinoealessandroducadifi,dicontievinea,1875


 miderrida: 39foucault 219artaud 377ellissi
soteriologia
dialoghi di amore di leone ebreo
contubernale
Il libro di Valerio Fantinel (cfr. sopra, 1,1, nota 1) non uscì da Einaudi. Fu pubblicato da De Donato (Bari, 1968).
pitiaco
aldo rescio

pegamoide-

Paolo Fossati, L'immagine sospesa. Pittura e scultura astratte in Italia 1934-40, Einaudi, Torino, 1971.
xiv**, 135; trad. it. di J.-P. Manganare), A. Artaud, Succubi e

supplizi, a

cura di J.-P. Manganare» e R. Molinari, Adelphi, Milano 2004, p. 286. [Si è scelto di tradurre Suppòts et suppliciation con Succubi e supplizi per attenersi alla scelta deN'edizione Adelphi, che per la prima volta propone la traduzione integrale di questi testi di Artaud. Va però notato che Artaud utilizza sia il temine suppòt che il termine succube, che significa propriamente « succube » mentre, come già visto in precedenza, suppòt avrebbe letteralmente il significato di «sottoposto». Per evitare confusione, dunque, tradurremo suppòt con «succube» soltanto quando viene fatto diretto riferimento a Suppòts et suppliciations, indicando comunque tra parentesi che si tratta di suppòt e non di succube. Negli altri casi, si








 





Giuliano Gramigna

 





Pino Pascali, mostra a L'Attico, marzo 1968



 





Luciano Fabro, In cubo, 1966




 





Jannis Kounellis, Senza titolo, 1960




 





Jean Dubuffet, La barbe d'Ormuzd, 1959

 





Georges Mathieu, Hommage à Nicolas Fouquet, 1967

 


Gastone Novelli, "Per una rivoluzione totale e permanente" 
pagina incisa della cartella ''Mais si vous voulez pourrir en paix'', 1968

NON ESISTONO CONDIZIONI MUTATE NEL MONDO E NELLA SOCIETÀ DI OGGI. LA LOTTA DI CLASSE NON È NÉ SUPERATA NÉ SI SVOLGE IN CONDIZIONI DIVERSE. 
SE LA "CONDIZIONE BORGHESE" SI È APPARENTEMENTE DIFFUSA NEL 'MONDO OCCIDENTALE', RUSSIA SOVIETICA COMPRESA, CIÒ NON TOGLIE CHE IL BENESSERE SIA ANCORA OGGI LIMITATO AD UNA PICCOLISSIMA MINORANZA DELLA POPOLAZIONE MONDIALE. SUSSISTONO QUINDI TUTTI I PRESUPPOSTI PER UNA LOTTA DI CLASSE. 
IL CAPITALISMO HA BISOGNO DI ESPANSIONE E DI CONSUMO: PER ASSICURARE IL BENESSERE A POCHI DEVE CONSERVARE GRAN PARTE DEL MONDO IN CONDIZIONE DI CONSUMARE SENZA PRODURRE, CIOÈ IN STATO DI SCHIAVITÙ ECONOMICA E DI SOTTOSVILUPPO TECNICO. 
IL SISTEMA CAPITALISTA HA COME MASSIMA META POSSIBILE UNA SOCIALDEMOCRAZIA DI TIPO SCANDINAVO. UNA META CHE È UN FALLIMENTO PERCHÉ, DA UNA PARTE PAGA IL PROGRASSO SOCIALE CON UNA ECCESSIVA SCHEMATIZZAZIONE DEI FINI, AUMENTO DELLA RICCHEZZA, O DELLA SICUREZZA, COME MASSIMA META DELL'INDIVIDUO, E DALL'ALTRA PARTE, ACCRESCE IL DIVARIO FRA IL LIVELLO DI VITA DELLA MINORANZA BORGHESE NELLO STATO SOCIALDEMOCRATICO E QUELLO DELLA MAGGIORANZA PROLETARIA NEL RESTO DEL MONDO. 
IL SISTEMA SOCIALISTA È IN CRISI NELL'URSS PERCHÉ È STATO PERMESSO AD UNO STATO BUROCRATICO DI FORMARSI ALL'INTERNO DELLA RIVOLUZIONE. 
IL CONSOLIDAMENTO DEL SISTEMA PORTA, IN QUESTO CASO, ALLO STESSO PUNTO MORTO A CUI PORTA IL CAPITALISMO: L'ISOLAMENTO DAL PROLETARIATO DEL MONDO, LA RICERCA DEL BENESSERE NELL'IMMOBILISMO, LA PAURA DEI RISCHI CHE L'EDIFICAZIONE DEL SOCIALISMO COMPORTA E, QUINDI, L'ABBANDONO DELLA CAUSA 


 





Carol Rama, Travestimenti, 1983

 





Aldo Mondino, Trappola (canestro capestro), 1968

 




 








 




 




Riccardo Cavallo : Collage digitale di testi di Gino Gorza



 






Mac Fadden's "Physical training"