pages



...Per far risorgere il vivo, occorre che il morto muoia. Il simbolismo della morte, in generale, è riconducibile a quello stesso [...] del «sonno», e siccome questo ha per senso lo stato della coscienza comune che ha base nel corpo, sembrerebbe affermarsi l’idea - più soteriologico-religiosa che iniziatica - del corpo quale male, caduta e negazione dello spirito. A dir il vero, accenni in tal senso non mancano. Nello stesso Corpus Hermeticum - per cominciare da esso - il corpo è detto fardello e prigione. Da esso, ogni anima è appesantita e incatenata: «pur sotto questo involucro, essa lotta e pensa - ma non sono i pensieri che essa avrebbe se fosse slacciata dal corpo»; invece delle «energie», essa conosce solo le sensazioni e le passioni che ne procedono attraverso il corpo. Per cui, come condizione antecedente al conseguimento dell’illuminazione, della gnosi, si indica l’odio pel corpo e si dice: «Anzitutto devi strappare questa veste che porti, questa veste d’ignoranza, principio d’ogni male, catena di corruzione, viluppo tenebroso, morte vivente, cadavere sensibile, tomba che trascini con te, ladro nella tua stessa dimora che attraverso ciò che ama ti odia, che attraverso ciò che odia ti usa malizia». Qui, in ogni caso, i simboli di «veste», «tomba», «morte» «oscurità» («ombra») sono dati apertamente proprio nel senso che bisogna attribuirvi quando appaiono negli enigmi della letteratura tecnica alchemica...

Julius Evola da "La tradizione ermetica"