pages
Il rapporto da linguaggio a pittura è un rapporto infinito. Non che la parola sia imperfetta e, di fronte al visibile, in una carenza che si sforzerebbe invano di colmare. Essi sono irriducibili l'uno all'altra: vanamente si cercherà di dire ciò che si vede: ciò che si vede non sta mai in ciò che si dice; altrettanto vanamente si cercherà di far vedere, a mezzo di immagini, metafore, paragoni, ciò che si sta dicendo, il luogo in cui queste figure splendono non è quello dispiegato dagli occhi, ma è quello definito dalle successioni della sintassi
Michel Foucault
...La pittura transitiva perciò si pone come un equilibrio dinamico tra due tipi di passaggio: quelli interni al quadro, incluso il segnare e il delineare soggetti, e quelli esterni, che comprendono la posizione dell’opera nello spazio, la sua collocazione in un particolare insieme di istituzioni, il suo rapporto con la storia dell’arte e i collegamenti sociali stabiliti tra autore e spettatori. In altre parole, per artisti come Kippenberger, Koether e Prina la struttura di un quadro è profondamente segnata dalle condizioni esterne di esposizione e ricezione che la contestualizzano. A questo riguardo è possibile collegare queste strategie transitive a una precedente innovazione dell’arte della metà del XX secolo in cui si è esercitata la pressione esterna sull’immagine pittorica. I quadri a strisce nere di Frank Stella, iniziati nel 1958, riassumono quello che Yve-Alain Bois ha chiamato non composizione per deduzione: invece di inventare soggetti pittorici di propria fantasia o di farli sorgere attraverso atti spontanei di sgocciolamenti, macchie o versamenti di colore sulla tela, Stella ha creato un pattern geometrico basato sulla forma e i contorni del supporto tela, e un semplice insieme di regole secondo cui applicare lo smalto...
Hal Foster, Rosalind Krauss, Yve-Alain Bois, Benjamin H. D. Buchloh, David Joselit, Arte dal 1900. Modernismo Antimodernismo Postmodernismo (2017 terza edizione), p. 750
https://youtu.be/K5XgLshyN8w?si=IZyRbeNXQsN_g83u
(1-continua)
riccardo cavallo : https://recognitiones-ii.blogspot.com
luigi rognoni : estetica della musica
"la musica può essere considerata, come diceva Leibniz, "un esercizio aritmetico inconscio"
↓
leibniz : "musica est excercitium arithmeticae occultum nescientis se numerare animi"


%20(tr).jpg)





il.paesaggio.jpg)

img06.jpg)































.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)